Come recuperare le foto cancellate dal cellulare

Non hai mai provato quella grande voglia di recuperare una foto che però ti era capitato di cancellare? Ti è mai capitato di premere il tasto per sbaglio, con tanta voglia, poi, di riprendere quella foto che avevi cancellato per sbaglio? Insomma, sicuramente, nell’era degli smartphone, è capitato a tutti. È possibile recuperare le foto cancellate dal cellulare?

La risposta è sì, in alcuni casi.

Quali sono i metodi per recuperare le foto cancellate? 

In primo luogo esiste una possibilità che molti ignorano ma che in realtà è sempre molto concreta. Quando schiacciamo il tasto “Elimina” di una fotografia, a meno che non sia già stato barrato o deciso in precedenza che la foto da cancellare debba eliminarsi del tutto senza passare per la cartella temporanea, va a finire nel cestino, esattamente come accade per il computer.

Con diversi tipi di cellulare è possibile andare ad aprire il cestino, visitando tutta la zona delle cartelle, e poi ripristinare la singola fotografia che non avremmo mai voluto eliminare. Esiste anche la possibilità che ci sia stata un’eliminazione completa, ma prima da scaricare applicazioni è sempre la cosa più conveniente da fare.

Chi ha Android può prima passare per Google Foto; infatti con le giuste impostazioni viene fatto il backup automatico delle fotografie e caricate su questa sorta di Google Drive. Dunque sarebbe facile, in questo caso, recuperarle.

DiskDigger Free è un’applicazione gratuita per recuperare le foto cancellate, come Undeleter: consente di recuperare tutti i dati che sono stati eliminati od archiviati; nel caso di entrambe le applicazioni, sarà necessario effettuare il root del cellulare in maniera tale da dare tutti i permessi del caso. In questo modo l’applicazione potrà in un certo senso accedere all’elenco delle nostre foto e recuperarle nel caso in cui lo desiderassimo.

Insomma, non lasciamoci prendere dal panico quando scopriamo di aver eliminato una foto che in realtà ci serviva o che volevamo come ricordo: è sempre possibile intervenire.

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Un articolo di Umberto Saffioti pubblicato il 31/03/2018 e modificato l'ultima volta il 28/06/2018