Riunione tesa, trovato accordo sui voucher. Decreto dignità verso la fiducia?

È durata oltre due ore la riunione dell’esecutivo M5S e Lega sul Decreto dignità. Tra discussioni decisamente animate, l’incontro si è caratterizzato per i contrasti tra gli schieramenti di maggioranza che infine avrebbero trovato accordo sui voucher. È stato infatti questo l’ultimo aspetto da modulare per la partenza del Decreto dignità.

La conclusione? Come dicevamo, finalmente sembra essere stato trovato accordo sui voucher. Il contrasto è sorto tra i rappresentanti del M5S che proponevano un ritocco minimo alla normativa esistente e i verdi della Lega che hanno spinto per la reintroduzione del vecchio modello. Verso la fine della riunione si è presentato anche Luigi Di Maio, assistendo così al rigetto delle questioni pregiudiziali di costituzionalità che erano state sollevate sul decreto.

Trovato accordo sui voucher. Decreto dignità verso la fiducia?

Per agricoltura e enti locali la quadratura finale è stata tracciata. I voucher saranno reintrodotti, ma per un massimo di dieci giorni e solo per le imprese che hanno meno di 8 dipendenti. Il vero problema è stata la formulazione del piano rispetto al settore turismo. Dalla ipotesi iniziale secondo cui avrebbe dovuto favorirsi la massima applicazione della normativa a tutte le strutture, ne è uscito infine che solo le aziende ricettive potranno avvalersi dei ticket.

Lo stesso Di Maio ha sottolineato che lo strumento dei voucher previsto dal decreto dignità non deve portare ad uno scontro ideologico. “Non voglio da ministro del Lavoro reintrodurli per creare liberalizzazioni selvagge e sfruttamento”.

Insomma, accordo di maggioranza è fatto. Si spera che a questo punto l’iter che porterà alla stesura finale sia più veloce, visti i ritardi accumulati. Non è esclusa, inoltre, la possibilità di ricorrere alla fiducia; ma non sarebbe certamente una vittoria per il M5S, dal momento che Di Maio ha sempre affermato di non volervi ricorrere.

L’ipotesi proviene da Riccardo Fraccaro, ministro dei Rapporti con il Parlamento; secondo quanto sta accadendo, il ministro non prevede l’uso dello strumento della fiducia; “ma questo dipenderà dall’atteggiamento delle opposizioni”. Chissà, potrebbe essere il male minore?

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Un articolo di Patrizia Vardaro pubblicato il 26/07/2018 e modificato l'ultima volta il 26/07/2018

Patrizia Vardaro

Cultrice di salute e benessere, è particolarmente attenta al mondo delle mamme e dell’infanzia. Cura anche una rubrica dedicata alle neo-mamme e alle donne in dolce attesa. Ha una grande passione per l’oroscopo e il mondo dell’astrologia.

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