Trovata acqua su un pianeta lontano: la missione del telescopio JWST

Un team di astronomi della NASA ha mostrato le prime e straordinarie immagini scattate dal rivoluzionario James Webb Space Telescope (JWST). Dall’immagine a infrarossi dell’universo all’immagine abbagliante della nebulosa Carina, il mondo non è rimasto deluso. Ma oltre a regalare immagini spettacolari, la tecnologia del telescopio JWST ha rivelato la presenza di acqua su un pianeta lontano; e forse condurrà alla ricerca di esopianeti abitabili nell’universo.

In effetti, gli astronomi hanno rivelato misurazioni più dettagliate dell’atmosfera di un pianeta fuori dal nostro sistema solare fino ad oggi inesplorato; sembra ci siano tracce di acqua, foschia e nuvole nell’atmosfera del pianeta prima sconosciute.

Trovata acqua su un pianeta: cosa c’è su WASP-96b

L’esopianeta osservato si chiama WASP-96b ed è uno degli oltre 5.000 pianeti nella galassia della Via Lattea al di fuori del nostro sistema solare di cui abbiamo avuto ad oggi conferma. Catalogare e scoprire esopianeti, ovvero pianeti in altri sistemi solari, è un risultato umano impressionante. Sono infatti molto più piccoli delle stelle, e quindi molto più deboli; per questo, gli esopianeti sono molto più difficili da vedere. Il primo esopianeta non è stato rilevato fino al 1992; il che significa che qualsiasi fantascienza prodotta prima di allora che coinvolgesse esploratori che visitavano altri pianeti era basata su pure fantasie.

L’esopianeta WASP-96b si trova a quasi 1.150 anni luce di distanza nella costellazione della Fenice ed è stato scoperto per la prima volta nel 2014. È un pianeta abbastanza insolito, poiché non ne esiste uno paragonabile nel sistema solare terrestre. Ad esempio, WASP-96b orbita attorno alla propria stella ogni 3,4 giorni, il che significa che le temperature si aggirano intorno ai 1.000 gradi Fahrenheit. Per capire meglio, Mercurio, il pianeta più vicino al nostro sole, orbita una volta ogni 88 giorni. Inoltre, il nostro sistema solare non ha giganti gassosi vicini al sole.

Essendo un pianeta gassoso grande meno della metà di Giove – con un diametro 1,2 volte maggiore – la NASA ha descritto l’esopianeta WASP-96b come “molto più gonfio” di qualsiasi pianeta in orbita attorno al Sole.

L’osservazione del telescopio JWST

Straordinariamente, da sole 6,4 ore di osservazione, il telescopio JWST ha effettuato misurazioni incredibilmente precise dell’esopianeta che hanno rivelato una distinta traccia di acqua e prove di foschia e nuvole. Studi precedenti su WASP-96b non avevano rilevato queste tracce.

Le misurazioni, che sono le più dettagliate nel loro genere, sono state effettuate dal Near-Infrared Imager and Slitless Spectrograph (NIRISS) di JWST, che ha misurato la luce dell’esopianeta mentre passava accanto alla sua stella. La curva di luce ha mostrato un cambiamento nella luminosità e nelle singole lunghezze d’onda della luce infrarossa tra 0,6 e 2,8 micron.

“Dal nostro angolo visuale, il pianeta transita davanti alla sua stella ogni tre giorni e mezzo, consentendo a una piccola frazione della luce della stella di passare attraverso la sua atmosfera e rivelarne la composizione”, ha affermato Avi Loeb, ex presidente del dipartimento di astronomia di Harvard University. “Queste misurazioni ci aiutano a capire meglio come si sono formati i giganti gassosi nel sistema solare“.

Le misurazioni hanno confermato alcuni dati che gli scienziati già conoscevano: le dimensioni, l’orbita e la stessa esistenza di WASP-96b. Ma come affermato in precedenza, ha anche rivelato un’atmosfera nascosta anche se in qualche modo familiare. Questo, per la “traccia inequivocabile di acqua, indicazioni di foschia e prove di nuvole che si pensava non esistessero sulla base di osservazioni precedenti”.

Trovata acqua su un pianeta: ci sarà vita?

Aver trovato acqua su un pianeta lontano significa che potrebbe esserci vita? La domanda sembra quasi scontata ed è la stessa che ci si è posti quando si è scoperta la presenza di acqua su Giove. Dopotutto, l’acqua è da sempre vista come una traccia chiave della vita oltre la Terra.

Non è scontata, invece, la risposta. “Non si pensa che tali pianeti ospitino la vita, perché non possiedono un’atmosfera sottile in cima a una superficie rocciosa, come fa la Terra”, ha spiegato Loeb. “Si ritiene che la combinazione di acqua liquida e una superficie solida siano ingredienti cruciali nella ricetta della vita come la conosciamo”.

Tuttavia, le misurazioni effettuate hanno consegnato al mondo un’anteprima di quanto accuratamente e rapidamente JWST potrebbe svolgere la sua missione di rilevamento di atmosfere di esopianeti simili alla Terra. Il telescopio JWST potrebbe anche essere abbastanza in grado di osservare l’inquinamento industriale nell’atmosfera di un pianeta alieno, rivelando civiltà aliene intelligenti, estinte o ancora esistenti.

La NASA ha affermato che il prossimo passo per JWST è “misurare la quantità di vapore acqueo nell’atmosfera, limitare l’abbondanza di vari elementi come carbonio e ossigeno e stimare la temperatura dell’atmosfera con la profondità”.

“È possibile quindi utilizzare queste informazioni per fare inferenze sulla composizione generale del pianeta; nonché su come, quando e dove si è formato”, ha affermato la NASA.

Un articolo di Adriano Riccardi pubblicato il 16/07/2022 e modificato l'ultima volta il 21/07/2022

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