Stati WhatsApp, arriva la pubblicità. Ecco cosa cambia

WhatsApp nell’ultimo periodo ha riservato tantissime novità ai propri utenti. Sono molti gli aggiornamenti e le funzioni cambiate o aggiunte recentemente; tra queste ultime, la desideratissima possibilità di eliminare un messaggio sbagliato inviato per errore. Prossimamente gli stati Whatsapp vivranno una vera e propria rivoluzione, come annunciato ormai da tempo.

Sappiamo che presto negli stati Whatsapp inserirà la pubbicità. La sperimentazione partirà dal primo trimestre del 2019; segnerà una vera e propria svolta per l’app di messaggistica più usata al mondo.

In questo modo, Whatsapp sarà preferito non soltanto dai privati ma anche e soprattutto dalle aziende. Infatti, malgrado la pubblicità non possa raggiungere le chat private e quelle personali – o almeno così pare – sicuramente troveremo gli sponsor tra gli stati Whatsapp.

Stati WhatsApp, cosa accadrà? 

La scelta deriva chiaramente da un compromesso; si vuole evitare l’effetto trauma agli utenti che avevano scelto WhatsApp proprio per l’assenza di pubblicità e la gratuità del sistema di messaggistica. Un inizio, questo, piuttosto soft a cui farà seguito probabilmente un aumento graduale della pubblicità.

LEGGI ANCHE  Il crollo di Facebook e la sfiducia degli utenti: crisi superabile?

Sebbene l’obiettivo sia di quello di mantenere Whatsapp ADS entro i limiti che non infastidiscano gli utenti, rendendole invasive, sembra ovvio che le pubblicità verranno inserite anche tra le chat.

È estremamente possibile, infatti, che dopo questo grande passo nasceranno nuove polemiche e molti clienti sceglieranno di passare ad altri sistemi di messaggistica istantanea. Da questo punto di vista, Telegram si sta già facendo strada come sistema alternativo.

Se dal primo momento degli stati Whatsapp la pubblicità si sposterà anche alle chat, è possibile che saranno creati appositi programmi senza sponsor. E in questo momento di concorrenza spietata tra gestori di servizi telematici, sarà normale che altre aziende cerchino di indirizzare i propri utenti verso sistemi gratuiti o comunque senza il fastidio degli ADS. Si mette male per WhatsApp?

Leggi anche: 

Un articolo di Umberto Saffioti pubblicato il 08/10/2018 e modificato l'ultima volta il 08/10/2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Contenuto protetto !!