Reddito di cittadinanza, ecco a chi spetta da marzo 2019: requisiti e novità

Finalmente arrivano informazioni più dettagliate sul tanto desiderato reddito di cittadinanza, che aveva scatenato polemiche ma sicuramente anche tanta approvazione da parte dei cittadini.

Ma di cosa si tratta? Per reddito di cittadinanza si intende uno strumento contro la povertà, già istituito in altri Paesi europei. La sua funzione è quella di sostenere coloro che hanno perso il lavoro involontariamente e non hanno un reddito, o comunque il loro reddito è troppo basso per vivere dignitosamente.

In base alle informazioni di cui disponiamo sembra proprio che il reddito di cittadinanza vedrà la luce con la Legge di Bilancio 2019.

Al momento l’informazione più importante riguarda il fatto che quest’operazione si svolgerà in due mosse: dapprima si penserà ai pensionati e poi a tutti i disoccupati che si trovano sotto la soglia della povertà.

Reddito di cittadinanza: cos’è e a chi spetta

Sarà un contributo universale riconosciuto a chiunque sia in età lavorativa e abbia un reddito sotto la soglia della povertà di euro 780 fissata dall’ISTAT. Infatti la misura di sostegno prevede l’erogazione tramite INPS di un importo massimo di euro 780 per tutti i cittadini che non hanno reddito; in questo caso spetta ai beneficiari la misura intera.

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Saranno avvantaggiati anche coloro che hanno un reddito ma rimane sotto la soglia minima; in questo caso ai beneficiari spetta solo un’integrazione pari alla somma che serve per arrivare al tetto minimo. Chi è già pensionato, invece, avrà diritto alla pensione di cittadinanza; in definitiva, i trattamenti previdenziali più bassi saranno portati alla quota di 780 euro mensili.

Per contenere la spesa, saranno previsti limiti di reddito basati sulla ricchezza familiare. In particolare, come misura sarà utilizzato l’indice di povertà monetario individuato dall’Unione Europea nel 2014. Un’altra regola stabilita ormai con ufficialità è che se un particolare nucleo familiare non riesce ad arrivare alla soglia minima di 780 euro al mese lo Stato verserà un contributo pari alla differenza tra i due valori: il poverty gap.

Bisogna dire però che il reddito di cittadinanza non è certo a disposizione di chi vuole farsi mantenere dallo Stato. Sarà infatti obbligatorio per tutti iscriversi ad un centro per l’impiego e rendersi immediatamente disponibili ad accettare un’offerta o comunque ad iniziare a lavorare in qualche forma.

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Al beneficiario verranno indicate tre proposte di lavoro e la mancata accettazione in assenza di giustificato motivo provocherebbe la revoca e la perdita immediata del sussidio e dei relativi benefici. Nel caso di tre rifiuti consecutivi sulla collocazione individuata, il reddito di cittadinanza viene ritirato e non è più possibile riscuoterlo.

Reddito di cittadinanza e reddito di inclusione

Conosciamo tutti il Reddito di inclusione introdotto nella scorsa legislatura. Ebbene, la sua sorte sembra ormai segnata in quanto sarà cancellato. Questa misura di sostegno in realtà incontrava limiti molto stretti; fino al 31 maggio 2018 la domanda per ottenere il REI poteva essere presentata solo da famiglie tra i cui membri vi era almeno:

  • un figlio minorenne;
  • un figlio con disabilità;
  • un disoccupato che avesse compiuto i 55 anni;
  • una donna in stato di gravidanza.

Inoltre il progetto REI prevedeva l’attivazione di percorsi obbligatori per i beneficiari, volti all’inserimento sociale e lavorativo delle famiglie disagiate.

Ad ogni modo, le novità sul reddito di cittadinanza si susseguono e presto ne arriveranno altre. Nel frattempo l’opinione pubblica si divide tra favorevoli e contrari: voi da che parte state su questa scottante tematica? Lasciateci un commento!

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Un articolo di Nicola Varriale pubblicato il 02/10/2018 e modificato l'ultima volta il 02/10/2018

Nicola Varriale

Grande appassionato di calcio e sport in generale, Nicola è sempre alla ricerca di notizie coinvolgenti e riesce a creare i contenuti più popolari con uno stile inconfondibile.

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