Quoziente familiare e premi alla natalità: le novità di Salvini sulla famiglia

Quoziente familiare per premiare la natalità. Ecco le ultime novità annunciate da Matteo Salvini, ministro dell’Interno, a La Nuova Bussola Quotidiana, a sostegno delle famiglie.

Dopo aver affermato che il primo obiettivo è quello di sostenere la parte produttiva del Paese mediante un abbassamento delle tasse, Salvini ha manifestato il proposito, da qui alla fine del governo, di introdurre il concetto di quoziente familiare, “in modo da premiare la natalità e la scommessa sul futuro”.

In particolare per il vicepremier è importante “rendere il nucleo familiare un soggetto fisicamente riconosciuto” e auspica di raggiungere presto questo risultato.

Quoziente familiare: cos’è e come si calcola

Il concetto di quoziente familiare andrà a modificare l’assetto fiscale delle famiglie italiane. In definitiva si tratta di una imposizione fiscale basata sul nucleo familiare e non più basata, come accade oggi, sul reddito dei singoli contribuenti.

Più precisamente, il sistema attuale prevede una tassazione Irpef per singolo soggetto; applicando il quoziente familiare, si andrà a considerare il reddito di natura familiare. In altre parole, la tassazione verrà calcolata sommando i redditi di tutta la famiglia, per poi applicare dei sistemi di deduzione fondati sulla composizione del nucleo.

Avendo in mente il modello francese, il quoziente familiare applica uno specifico coefficiente alla famiglia in base al numero dei suoi componenti; in tal modo assicura una imposizione progressiva e dunque meno tasse al crescere dei figli e del numero dei componenti della famiglia.

In ogni caso, il quoziente familiare non potrà che rispettare i criteri di progressività indicati nella Costituzione.

Sostegno alle famiglie e tutela della famiglia tradizionale

Per Salvini, ancora, è importante dare uno sguardo alle famiglie con disabili. I 278 euro che spetterebbero attualmente per l’assistenza ad un disabile sono “un’infamia”; per questo motivo, spostare la somma verso il livello delle pensioni minime “sarebbe un atto di civiltà”.

È stata infine ribadita la battaglia a difesa della famiglia tradizionale; Salvini si è detto contrario alla trascrizione all’anagrafe dei bambini nati mediante la pratica dell’utero in affitto.

Per sottolineare anche anche nei dettagli la propria posizione, il ministro ha preso ad esempio i moduli per la carta d’identità elettronica sul sito del ministro dell’interno. In essi, alla procedura di compilazione vi era scritto “genitore 1” e “genitore 2”; Salvini stesso ha fatto immediatamente ripristinare le due opzioni in “madre” e “padre”. La scelta è chiara: “È una piccola cosa ma è certo che farò tutto quello che è possibile al ministro dell’Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no”.

Che dire? Critiche  parte, vedremo quali saranno le novità per le famiglie italiane.

Leggi anche:

Un articolo di Nicola Varriale pubblicato il 10/08/2018 e modificato l'ultima volta il 10/08/2018

Nicola Varriale

Grande appassionato di calcio e sport in generale, Nicola è sempre alla ricerca di notizie coinvolgenti e riesce a creare i contenuti più popolari con uno stile inconfondibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *