Ponte Allaro vietato ai soli TIR, incredibile cartello: “Chiuso per caduta”

Siamo a Caulonia, provincia di Reggio Calabria. Sul Ponte Allaro della Strada Statale 106 è comparso un cartello dell’Anas che ha dell’incredibile e ha lasciato sconvolti molti cittadini che lo hanno anche fotografato.

Nell’avviso si legge che la strada è chiusa al transito “per caduta ponte Allaro”; ma questo vale solo per i veicoli superiori a 7,5 tonnellate. Come dire, tutti gli altri possono rimanerci secchi. E dopo quello che è successo a Genova con il crollo del ponte Morandi, l’agitazione è tanta e la polemica ben nutrita.  Giudicate voi stessi:

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Ponte Allaro chiuso per caduta, ma si passa

Certamente chi è passato da quel ponte nei giorni scorsi lo ha fatto rischiando la vita. Un annuncio del genere, “chiuso per caduta ponte” non dovrebbe prevedere alcuna eccezione. Ma siamo in Calabria o, per meglio dire, siamo in Italia. La stessa Italia che neanche un mese fa ha sepolto sotto le macerie del ponte Morandi ben 43 vite umane; il tutto per la noncuranza e il disinteresse di chi avrebbe dovuto tutelare gli utenti della strada.

Insomma, dopo il danno la beffa. “Dopo questo ogni commento diventa superfluo. Sul ponte Allaro l’Anas è costretto, solo dopo la tragedia di Genova, a vietare il transito ai mezzi pesanti e ci regala una “chicca” fantastica”. Sono queste le dichiarazioni di Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. Di Lieto ha definito fantozziane le motivazioni dell’Anas; in povere, il cartello vieterebbe il transito su un ponte già caduto.

Erano già molto diffuse le voci secondo le quali molte strutture pubbliche in Calabria sarebbero pericolanti e a rischio. Si tratta di ponti, gallerie e strade, considerati pericolosi per chi le percorre da cittadini ma non soltanto.

Ponte Allaro: Codacons chiede dimissioni vertici ANAS

A confermare l’ipotesi della scarsissima manutenzione delle strutture su cui certo non si può fare affidamento, alcune intercettazioni hanno sottolineato la gravità della situazione. In alcuni passaggi sono state ascoltate frasi davvero imbarazzanti, come “utilizzo di cemento come colla” e “calcestruzzo che defluisce a c***o”.

Di Lieto, proprio a proposito di questo, ha rilasciato delle dichiarazioni spietate. “I cittadini meritano rispetto, per questo abbiamo chiesto le dimissioni dei vertici dell’Anas. Un cartello del genere che finisce per prendere in giro chi percorre le nostre strade, concentra pochezza, squallore e menefreghismo”.

Parole sicuramente dure ma altrettanto meritate. Il rappresentante del Codacons ha deciso di concludere con una frase ad effetto che però rende sicuramente l’idea di quello che stiamo vivendo. “Se è vero che al peggio non c’è mai fine – ha detto – è altrettanto vero che peggio di così… si muore”.

E speriamo che una cosa del genere non debba accadere di nuovo.

E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con Di Lieto? Lasciate un commento! 

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Un articolo di Nicola Varriale pubblicato il 03/09/2018 e modificato l'ultima volta il 03/09/2018

Nicola Varriale

Grande appassionato di calcio e sport in generale, Nicola è sempre alla ricerca di notizie coinvolgenti e riesce a creare i contenuti più popolari con uno stile inconfondibile.

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