Malato di playstation a 15 anni, il tribunale lo toglie alla famiglia

È accaduto nel cremonese. Un ragazzo di appena quindici anni, affetto da grave dipendenza dai videogiochi, è stato allontanato dalla famiglia e affidato ad una comunità terapeutica. La decisione del Tribunale per i minorenni ha fatto scalpore, anche per la risonanza mediatica locale data alla triste vicenda del ragazzo malato di playstation a soli 15 anni.

A prima vista il provvedimento sembrerebbe aver imposto una misura troppo aggressiva e traumatica. Ma non è stata certo una decisione presa a cuor leggero e forse, in un caso del genere, ha rappresentato il male minore; se non, addirittura, l’unica possibilità di salvezza per il quindicenne ludopatico.

La storia del ragazzo malato di playstation 

In realtà la vicenda ha radici ben più profonde e si protrae per tanti, troppi anni. La famiglia di origine del ragazzo presenta delle problematiche molto gravi e da tempo era seguita dai servizi sociali. I genitori del ragazzo sono separati, la madre ha problemi giudiziari ed è tossicodipendente, la sorella, a suo tempo già affidata ad una comunità, è scappata con il fidanzato.

Dalla situazione è risultato gravemente compromesso lo sviluppo dell’adolescente. Questo infatti ha manifestato una vera e propria dipendenza da videogiochi e presenta difficoltà di apprendimento. La sua è diventata una vera e propria schiavitù dalla quale non è riuscito a liberarsi; e il dato più preoccupante emerso dalle relazioni è che il gioco rappresenti per l’adolescente uno strumento di fuga dalla realtà.

Sarebbero questi gli elementi che hanno portato i giudici del Tribunale per i minorenni a prendere la decisione di allontanare il ragazzo dal proprio nucleo familiare e di affidarlo alle cure di una comunità di tutela.

La vicenda purtroppo lascia emergere la fragilità di un adolescente come tanti, rimasto solo con se stesso a rifugiarsi nei giochi elettronici. A prescindere dalle condizioni personali e familiari vissute dal ragazzo malato di playstation, sono molti i giovani che trascorrono le loro giornate davanti ai videogiochi, mettendo a repentaglio la propria salute e il proprio sviluppo psicofisico.

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Un articolo di Nicola Varriale pubblicato il 12/07/2018 e modificato l'ultima volta il 12/07/2018

Nicola Varriale

Grande appassionato di calcio e sport in generale, Nicola è sempre alla ricerca di notizie coinvolgenti e riesce a creare i contenuti più popolari con uno stile inconfondibile.

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