La psicosi del ragno violino è giustificata? Ecco cosa bisogna sapere

A volte bastano notizie di cronaca per scatenare il panico tra le persone, persino tra quelle che sembrerebbero essere le più informate. Anche stavolta è stato così: sono tantissimi coloro che si stanno facendo prendere dalla psicosi del morso del ragno violino, controllando da cima a fondo la propria casa per escludere la presenza di questo temibile aracnide. Ma ora è arrivato il momento di chiedersi se questo animaletto può avere davvero un effetto così devastante sull’uomo.

Tutto è iniziato da un caso avvenuto a Terni, che ha, purtroppo, coinvolto un vigile urbano il quale è stato morso dal ragno violino mentre si occupava della manutenzione del giardino.

Al momento il vigile neppure si è accorto di essere stato morso dall’animale; successivamente, invece, si è presentato un edema lungo tutto il braccio che l’ha portato al ricovero all’ospedale di Terni e che adesso gli sta facendo rischiare persino l’amputazione del braccio. Da questo è nato il panico.

Cosa bisogna sapere del morso del ragno violino

In primo luogo bisogna imparare a riconoscere il ragno violino, che porta il nome scientifico di Loxosceles rufescens ed ha un colore che tende al giallastro-marrone. È stato classificato come uno dei ragni maggiormente dannosi e velenosi che siano presenti sul suolo italiano; ma ora bisogna chiedersi se questo basta a giustificare la psicosi che è esplosa in questi giorni.

Questo ragno si può trovare in casa. Subito dopo il morso non si hanno sintomi, che possono invece manifestarsi anche tre giorni dopo. La ferita può andare in necrosi ed è per questo che è bene rivolgersi subito al Centro Antiveleni dopo aver sciacquato l’area con abbondante acqua e sapone.

Il ragno violino non è aggressivo e morde solo se si sente gravemente minacciato; inoltre i due morti registrati per il suo morso negli ultimi anni avevano già gravi problemi di salute che sono precipitati a seguito dall’aggressione, ma che probabilmente sarebbero lo stesso degenerati. Dunque prestiamo attenzione ma teniamo a bada la psicosi dilagante senza agitarci eccessivamente.

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Un articolo di Nicola Varriale pubblicato il 02/05/2018 e modificato l'ultima volta il 28/06/2018

Nicola Varriale

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