iPhone come documento di identità? Apple deposita il brevetto

Se qualcuno vi dicesse che utilizza il suo iPhone come documento di identità, voi gli credereste? In effetti fino a qualche tempo fa, e a dire il vero ancora oggi, questo non sembra possibile; ma l’azienda di Cupertino ha depositato un brevetto che avrebbe l’ambizioso obiettivo di far utilizzare il dispositivo Apple iPhone come documento d’identità.

La storia è molto lunga e complessa da spiegare. Il brevetto depositato da Apple suggerisce l’utilizzo della componentistica hardware già integrata negli smartphone attualmente in produzione; il sistema permette di utilizzare il proprio cellulare come se fosse un normale documento di identità. Naturalmente il progetto, sebbene sia fondato su ragioni concrete, deve affrontare una lunga serie di impedimenti legali; non ultimi, gli accordi con le varie Istituzioni.

iPhone come documento: i dettagli

Nel brevetto le modalità con cui il servizio diventerà valido sono spiegate in modo molto semplice; si userebbe un sistema di comunicazione a corto raggio e il cosiddetto chip NFC. In questo modo il dispositivo iPhone acquisirebbe tutte le credenziali identificative da un documento di identità vero e riconosciuto.

Successivamente il dispositivo invierebbe in automatico una richiesta di conferma all’autorità competente, che risponderebbe – in caso affermativo – con un assenso; in questo caso i dati verrebbero salvati in uno spazio sicuro dello smartphone. Dunque, potremo usare un normalissimo iPhone come passaporto.

In definitiva si sfrutterebbe una crittografia paragonabile a quella del Touch ID o del futuro Face ID; ma è doveroso precisare che la questione sembra (almeno per ora) poco realizzabile, in quanto ci sarebbe bisogno di accordi specifici che consentano all’utente di essere riconosciuto soltanto sbloccando il proprio cellulare.

La soluzione potrebbe essere quella dello Standard internazionale, messo a punto dai governi che sceglierebbero di aderire; ma allo stato sembra un’ipotesi molto complicata. Se messo in pratica, il sistema comunque renderebbe possibile l’utilizzo di questa nuova frontiera anche da aziende differenti dalla Apple.

Insomma, sebbene ancora in alto mare si tratta di una frontiera della tecnologia davvero molto avanzata e per questo motivo ancora tutta da scoprire.

Leggi anche: 

Un articolo di Nicola Varriale pubblicato il 11/08/2018 e modificato l'ultima volta il 11/08/2018

Nicola Varriale

Grande appassionato di calcio e sport in generale, Nicola è sempre alla ricerca di notizie coinvolgenti e riesce a creare i contenuti più popolari con uno stile inconfondibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Contenuto protetto !!