Insetti killer, allarme in tutta Italia. Ecco come difendersi

Si parla spesso degli insetti killer e mai come quest’anno l’allarme è generale. Pensiamo soprattutto alle zanzare e alle patologie che possono trasmettere, come la sempre più diffusa febbre del Nilo che da mesi sta preoccupando gli Italiani. Ma gli insetti possono uccidere anche in un altro modo, semplicemente pungendo; sono da cinque a venti le vittime in Italia ogni anno ma il problema continua ad essere sottovalutato.

Il pericolo peggiore non sono le zanzare. Sono api, vespe e calabroni gli insetti killer che provocano le maggiori preoccupazioni; anche perché le allergie sono molto diffuse e a volte una reazione allergica può rivelarsi letale. L’ultima persona a farne le spese è stato l’avvocato Sergio Barozzi, 62 anni; è stato punto da un calabrone durante una vacanza in campagna. Era semplicemente uscito in giardino per cambiare la bombola del gas e lo choc anafilattico non gli ha lasciato scampo.

Anche Roberto Calderoli, senatore leghista, per una puntura di zanzara ha contratto un’encefalite virale, patologia che può avere esiti letali. In un’intervista ha detto di essere stato molto male e “di aver passato giorni che non augurerei neppure al peggior criminale del mondo”.

Ma è possibile prevenire questi episodi? Ecco alcuni suggerimenti.

Insetti killer: come difendersi

In primo luogo bisogna conoscere i sintomi dello choc anafilattico. Solo in questo modo si potrà intervenire tempestivamente. I segnali più diffusi? Difficoltà a respirare e a parlare; sensazione di gola serrata; tosse improvvisa. Il senso di soffocamento poi si concretizza in una vera ostruzione delle vie aeree che rende necessario l’intervento del Pronto Soccorso.

Per evitare questo tipo di reazione allergica è assolutamente necessario rimuovere il pungiglione entro 20 secondi. La zona colpita deve essere trattata con ghiaccio; quindi è opportuno recarsi senza indugiare al più vicino pronto soccorso o rivolgersi al proprio medico. Oltre ad un analgesico sarà opportuno somministrare un antistaminico e una pomata cortisonica.

Al bisogno il medico prescrive l’apposita terapia anche per una settimana; ma se si tratta di reazione anafilattica, è indispensabile somministrare un’iniezione di adrenalina e poi ripeterla dopo 10 minuti. Chi ha già avuto reazioni di tipo allergico molto importanti, dovrebbe sempre avere con sé l’adrenalina come farmaco di emergenza. È anche utile tenere qualche pastiglia cortisonica; nei casi meno gravi aiuterà a tamponare tamponerà la reazione allergica.

Altri accorgimenti per prevenire questi casi ed anche quelli di malaria, dengue e febbre del Nilo? Evitare gli odori forti, installare le zanzariere e tenere a portata di mano gli insetticidi del caso.

Avete altri suggerimenti o esperienze che possono aiutare i nostri lettori? Scriveteci nei commenti!

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Ultima modifica: 04.09.2018 ore 13.21

Un articolo di Patrizia Vardaro pubblicato il 04/09/2018 e modificato l'ultima volta il 04/09/2018

Patrizia Vardaro

Cultrice di salute e benessere, è particolarmente attenta al mondo delle mamme e dell’infanzia. Cura anche una rubrica dedicata alle neo-mamme e alle donne in dolce attesa. Ha una grande passione per l’oroscopo e il mondo dell’astrologia.

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