Google Plus chiude dopo il bug che ha esposto i dati di 500mila utenti

La notizia è di poche ore fa. Google Plus chiude battenti. E il motivo non è, come molti si aspetterebbero, lo scarso successo della piattaforma social; dalle notizie trapelate la causa sembrerebbe  la presenza di una falla nel sistema che avrebbe permesso ad applicazioni terze di accedere ai dati personali di circa 500mila utenti.

Il bug di Google Plus in realtà non è cosa recente; è stato scoperto a marzo e tenuto nascosto per paura di essere collegato allo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook in un vortice di problemi.

Google Plus era nato nel 2011; avrebbe dovuto essere la risposta del colosso di Mountain View al esplosione dei social network  quali Facebook e Twitter. Nell’idea iniziale Avrebbe dovuto portare con sé importanti novità, come il coinvolgimento degli utenti direttamente sulla mail e in questo modo sbaragliare la concorrenza.

Tuttavia, la limitata intuitività di questo strumento ha fatto si che non si propagasse come nelle aspettative, rimanendo nel tempo un social per pochi.

Google Plus chiude: bug nascosto dall’azienda

Questo, per quel che riguarda l’uso e la diffusione della piattaforma social di cui Google ha annunciato la prossima chiusura. Sappiamo però che Google Plus negli ultimi tempi, per un bug del sistema, ha permesso a sviluppatori di servizi terzi di accedere ai dati di oltre 500mila utenti.

Questo difetto, come dicevamo, è stato riscontrato nel mese di marzo, ma è stato tenuto nascosto. Proprio nello stesso periodo infatti i riflettori del mondo intero erano accesi sullo scandalo Cambridge Analytica di Facebook. Dunque Google avrebbe deciso di tenere nascosto il tutto; questo per evitare il coinvolgimento nello stesso caso del social di Zuckerberg e attirare l’interesse delle autorità.

La notizia è stata comunque diffusa da un documento interno visionato dal Wall Street Journal. Forse, Google Plus chiude proprio per la vulnerabilità del sistema?

La portata dei contatti Google Plus coinvolti

L’azienda non è stata in grado però di sapere quanto sia stata la portata dei dati estrapolati dai loro database, in quanto conserva i registri delle API, vale a dire delle applicazioni che consentono a sviluppatori terzi di interagire con il sistema, per soli quindici giorni.

Tuttavia, facendo una stima sugli ultimi 15 giorni prima della riparazione del bug di Google+, si è calcolato in modo approssimativo il dato, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 500mila interessati. Sarebbero invece circa 438 le applicazioni che avrebbero potuto approfittare della falla per accedere ai dati degli utenti.

Negli ultimi 3 anni – e sembra sia questa la durata della falla – sono stati copiati numerosissimi dati. Indirizzo email, sesso, professione, data di nascita e foto, anche di quegli utenti che avevano la privacy nascosta del profilo.

In definitiva, la notizia della falla è stata l’occasione per Google di annunciare che Google Plus chiude. In realtà quello a cui assisteremo sarà la cessazione della versione consumer di Google Plus. La chiusura avverrà tra circa 10 mesi, cioè ad agosto 2019. Presto il social si trasformerà in uno strumento esclusivamente aziendale.

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Un articolo di Umberto Saffioti pubblicato il 09/10/2018 e modificato l'ultima volta il 09/10/2018

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