Decreto dignità ultima bozza. A rischio 900 mila contratti a termine entro agosto

Entro stasera il Decreto dignità arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri. L’annuncio proviene da Luigi Di Maio, che ne ha chiarito il contenuto nella recente conferenza stampa. Il decreto contiene interventi sui contratti a tempo determinato e a tutele crescenti. Ma gli interventi attesi sono molto più estesi. Il decreto dignità ultima bozza contiene anche modifiche al redditometro nonché lo slittamento della scadenza dello spesometro; inoltre, restrizioni sulle pubblicità di giochi e scommesse, misure per contrastare il precariato e una serie di altri provvedimenti annunciati negli scorsi giorni.

Decreto dignità ultima bozza: contratti a termine

Per quanto riguarda le modifiche della normativa vigente sui contratti a termine, sarebbero tutte confermate le misure di contrasto al precariato; questo fatta eccezione per la eliminazione dello staff leasing. In parole povere, si potranno ancora assumere lavoratori a tempo indeterminato e poi girarli con contratti di somministrazione. Ma per il resto, tutti i contratti a tempo determinato non potranno essere prolungati per più di 4 proroghe e per un tempo superiore a 36 mesi.

Questo vale anche per il rinnovo dei contratti in corso. Nel caso di rinnovo, infatti, e per contratti che superano i 12 mesi, tornano le causali “temporanee” e “oggettive o per esigenze sostitutive” e quelle connesse ad incrementi. In ogni caso, i rinnovi saranno soggetti a costi contributivi più elevati dello 0,5% rispetto alla situazione attuale.

Se le novità annunciate saranno confermate, l’impatto della nuova disciplina sul mondo del lavoro avrà una portata molto estesa. Attualmente ci sono infatti novecentomila contratti a tempo determinato. Infatti, le principali modifiche sul tavolo delle discussioni interesserebbero da subito i contratti in scadenza entro fine agosto, che, secondo alcune stime, sono circa 892mila.

Se le novità del decreto dignità ultima bozza saranno confermate, il dato sarà ancora più rilevante. Sono un milione e seicentomila contratti a tempo determinato in scadenza entro il 2018: sono infatti circa il 57% di tutti i rapporti a termine.

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Un articolo della Redazione pubblicato il 02/07/2018 e modificato l'ultima volta il 03/07/2018

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