La bici più veloce al mondo? Supera i 130 km/h, progettata da un’intelligenza artificiale

Essere multati in autostrada per aver superato i limiti di velocità di 130 km/h con una bicicletta? Sembra impossibile, ma solo perché le biciclette in autostrada non possono andare. Eppure la bici più veloce al mondo supera i 130 km/h, sembra un vero proiettile (anche visivamente) ed è stata progettata da un’intelligenza artificiale.

Attualmente il record di velocità per una bici a propulsione umana è di 133,78 km/h, record registrato nel Nevada circa 6 anni fa da un team olandese. Questo primato però è pronto a saltare; infatti la nuova bicicletta progettata quasi totalmente da un’intelligenza artificiale è pronta a prendersi il nuovo record.

La bici più veloce al mondo: ecco come funziona

Ricordiamo anche le regole: per poter superare questa tipologia di record il propulsore deve essere esclusivamente spinto dalla forza umana con gambe e braccia; inoltre, non deve avere alcun motorino, né elettronico, né meccanico.

La bicicletta è il mezzo a propulsione più usato (con il mercato di bici elettriche sempre in crescita); nel caso del ciclismo, dove troviamo i professionisti della velocità che riescono a spingere questi mezzi al limite, anche i migliori non si avvicinano a quello che è oggi il record mondiale.

Tutti devono fare i conti con la resistenza dell’aria; anche se si sono sviluppati caschi aerodinamici o posture particolari, questa continua a frenare le prestazioni degli atleti.

La barriera della resistenza può essere abbattuta in buona parte grazie alla forma dei propulsori ad alta aerodinamicità. Infatti, proprio grazie ad una struttura carenata e una forma simile ad un proiettile, la nostra bicicletta riesce ad abbattere in gran parte la resistenza dell’aria. Il conducente si pone dentro il propulsore in posizione particolare (quasi sdraiato), con scarsissima visibilità e con raggio di manovra molto limitato.

World Human Powered Speed Challenge: sarà la bici più veloce al mondo? 

La bicicletta proiettile ultra-aerodinamica è nata nei laboratori dello IUT Annecy con la collaborazione degli ingegneri della Neural Concept, sussidiaria della Swiss Federal Institute of Technology di Losanna (EPFL). Come abbiamo già detto è stata in gran parte un’intelligenza artificiale a progettare il velocipede; questa si è avvalsa di una rete neurale che ha simulato innumerevoli scenari alternando varie, forme grazie all’aiuto delle leggi della fisica.

Partendo da una configurazione base, il software è riuscito a implementare i vari dati, e costruire un prototipo più che innovativo.

Presto vedremo in commercio le novità ultra-dinamiche che abbiamo descritto; non verranno però usate per le biciclette, ma per droni, velivoli e turbine a vento. Appuntamento intanto tra il 10 e il 15 settembre nel deserto del Nevada; qui, la World Human Powered Speed Challenge proverà a battere il record precedente.

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Un articolo di Umberto Saffioti pubblicato il 14/07/2018 e modificato l'ultima volta il 15/07/2018

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