Bagnino percosso dai familiari di un ragazzo, lo aveva fatto uscire dal mare mosso

Un bagnino percosso dai familiari di un ragazzino: una storia davvero assurda quella che si è verificata oggi in spiaggia allo stabilimento Sangallo a Nettuno sul litorale romano.

Tutto è iniziato quando il mare è diventato sempre più mosso e i bagnini hanno deciso di chiamare un ragazzo che si stava spingendo troppo a largo; il giovane correva il rischio di restare travolto dalle onde e poi di perdersi nel caso in cui le condizioni del mare fossero peggiorate.

Una cosa che succede quasi ordinariamente, insomma; solo che in questo caso ha creato non poco scompiglio. Il ragazzino non ha approvato il gesto precauzionale dei bagnini e li ha attaccati. Ma non è finita qui. I parenti del ragazzo presenti insieme a lui in spiaggia, un totale di sei persone, hanno deciso di dargli manforte contro il bagnino.

Bagnino percosso dai familiari di un ragazzino 

È nata così una vera e propria rissa che era del tutto inaspettata. Sul posto sono giunti subito i Carabinieri che hanno ripristinato la situazione riportandola alla tranquillità.

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Tutto sembrava essersi concluso; invece è bastato l’allontanamento dei militari per far scoppiare nuovamente il putiferio. Insomma, nuovamente urla, spintoni e schiaffi; e a quel punto le forze dell’ordine sono intervenute una seconda volta portando tutti quanti in caserma.

Adesso bisognerà chiarire le posizioni di ogni persona entrata a far parte di questa incresciosa situazione, anche se le responsabilità al momento appaiono chiare.

Non è la prima volta che accade una cosa del genere: proprio sulla spiaggia di Nettuno un gruppo di ragazzi si era ribellato ad altri assistenti alla balneazione che avevano vietato al gruppetto di giocare in spiaggia a pallone.

Vicende di questo genere hanno dell’incredibile; ma il ripetersi di questi episodi fa riflettere sull’esigenza di educare i giovani – ma forse in certi casi anche le famiglie – al rispetto dei ruoli e del lavoro altrui. Nel nostro caso, fa tristezza pensare che il personale preposto al salvataggio non possa attivare le normali procedure precauzionali per paura di lesioni alla propria incolumità.

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Un articolo di Nicola Varriale pubblicato il 27/08/2018 e modificato l'ultima volta il 28/08/2018

Nicola Varriale

Grande appassionato di calcio e sport in generale, Nicola è sempre alla ricerca di notizie coinvolgenti e riesce a creare i contenuti più popolari con uno stile inconfondibile.

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