Achille Lauro Rolls Royce: parlano Emis Killa e Matteo Salvini

Avete già sentito a Sanremo il pezzo di Achille Lauro Rolls Royce? La presentazione del brano a Sanremo ha portato subito una valanga di polemiche che non accenna a ridimensionarsi.

Il Festival di Sanremo è sicuramente uno dei programmi televisivi più seguiti di sempre. Un po’ per intrattenimento, un po’ perché il popolo italiano rimarrà sempre molto legato a questa tradizione, Sanremo non tramonta mai.

Tra gli spettatori di questa manifestazione davvero importante per il nostro paese ci sono molti ragazzi. Per questo motivo i direttori della rete televisiva cercano sempre di fare una buona selezione tra i brani scelti, per dare un messaggio positivo ai giovani. Ma è sempre così?

Achille Lauro Rolls Royce: le critiche

Proprio sui contenuti delle canzoni proposte a Sanremo è nata una polemica senza fine. Stiamo parlando del brano presentato dal trapper Achille Lauro Rolls Royce, dal nome dall’omonima casa automobilistica produttrice di auto di super lusso.

Secono molte opinioni, compresi i produttori di Striscia la notizia, la canzone di Achille Lauro non sarebbe altro che un inno agli stupefacenti. Proprio durante il programma di Canale Cinque è stato analizzato il testo e pare che Achille Lauro abbia inteso elogiare tutti quegli artisti che in qualche modo hanno avuto una vita sregolata e siano deceduti a causa di alcool o abuso di sostanze. Non tutti, però, la pensano così.

LEGGI ANCHE  Valeria Marini reagisce al video del fidanzato: commenti al vetriolo

Per le interpretazioni che abbiamo descritto Valerio Staffelli, inviato di Striscia la notizia, ha cercato di far chiarezza sul contenuto del pezzo incriminato e ha consegnato un tapiro per Achille Lauro, sottolineando quanto la sua canzone fosse scorretta.

Il trapper si è difeso tenacemente dalle accuse di Staffelli. A dire di Lauro, gli artisti citati all’interno del suo brano non hanno soltanto avuto una vita discutibile, ma sono stati grandi artisti a livello internazionale.

Sull’argomento sono intervenuto vari personaggi, tra cui Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno sull’argomento si è espresso così: “Mi sembra che stia ammiccando, non sta parlando della macchina, lui sta parlando di un’altra roba. Ho qualche dubbio anche perché cita personaggi hanno usato o abusato e non sono finiti bene, infatti sono tutti deceduti”. Del resto è lo stesso Achille Lauro che nel suo brano afferma ripetutamente “voglio una fine così”…

A difesa di Achille Lauro, come è facile immaginare, sono intervenuti vari artisti rap / trap che hanno sottolineato che l’interpretazione del testo di Rolls Royce sia soggettiva e chiaramente diversa da persona a persona. Anche Emis Killa sembra essersi schierato dalla parte del trapper, scrivendo su Twitter: “Stanotte ho fatto un incubo, ero Valerio Staffelli”.

LEGGI ANCHE  Sanremo 2019: ecco i conduttori e le novità di questa edizione

E tu cosa ne pensi?

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo sui tuoi social!

Leggi anche:

Un articolo di Flora Pierattini pubblicato il 10/02/2019 e modificato l'ultima volta il 10/02/2019

Flora Pierattini

È l’anima social della redazione. Appassionata di salute e benessere, gestisce un blog che esplora mode e tendenze del mondo femminile. Ha spiccate competenze nel campo del social marketing.

Un pensiero riguardo “Achille Lauro Rolls Royce: parlano Emis Killa e Matteo Salvini

  • 11/02/2019 in 11:48
    Permalink

    Secondo Striscia La Notizia il titolo è un riferimento all’ecstasy solo perché tra le migliaia di pasticche differenti ce n’è una con il marchio Rolls Royce.
    A questo punto anche “Sole, Cuore, Amore” è un riferimento allo stesso stupefacente.

    Il testo però non ha alcun riferimento all’mdma, anzi, cita personaggi vissuti anni prima che questa droga si diffondesse.

    Che l’ecstasy sia comunemente chiamata Rolls Royce in onore alla statuetta non ha alcun riscontro nella realtà, è solo una fantasiosa teoria complottista.

    Facendo ricerche sulle decine di modi in cui viene chiamata l’escstasy, Rolls Roys non figura.
    Se fosse veramente così comune si troverebbero facilmente riferimenti.

    Non c’è alcuna prova a sostegno della tesi di Striscia, ma hanno comunque distribuito tapiri a chi evidentemente non conosceva questa fantasiosa teoria.

    Lo spettacolo è più importante dell’informazione quindi il programma di Ricci non ha ritenuto necessaria nessuna verifica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Contenuto protetto !!